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CENTRO STUDI 24 aprile 5 maggio 2001 |
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![]() LE DUE ETA' 2001 100x100 cm. acrilico e olio |
![]() VECCHIO FARO 2001 50x60 cm. acrilico e olio |
Davanti
al "Trittico blu" di Italo Di Tondo si prova un senso di
smarrimento in quanto non
si è in grado di stabilire se le figure umane o i paesaggi
rappresentati prendano o perdano consistenza. Anche in quest’artista
di origine salentina, si nota un attaccamento profondo alla sua terra,
attaccamento che si produce sia attraverso 1’uso del blu dell’acqua,
sia attraverso il mescolarsi di colori terragni. Infatti nel
moto impercettibile e non unidirezionale di masse informi che sembrano,
se non fosse per il colore, nuvole in movimento ed in continua
evoluzione, si distinguono paesaggi sfocati, figure di donne, di bambini
e di anziani, case basse tipiche del Sud, il tutto immerso in una specie
di liquido amniotico. Un silenzio ovattato regna in questa dimensione
lontana dalla realtà. E’ come quando si chiudono gli occhi e si cerca
di mettere a fuoco un’immagine sepolta in qualche angolo della mente.
Nonostante lo sforzo, i contorni svaniscono, a mala pena si
ricostruiscono volumi e lineamenti. Italo Di Tondo è capace di ricreare
questa sensazione, riesce a scavare nella memoria individuale e ad
offrire, come emergenti dalle acque profonde di Castro Marina, quel
mondo e quei momenti dell’infanzia che incidono sulla vita e sulla
formazione di ogni individuo. Regna incontrastata la figura femminile,
la madre del Sud che si ricolIega all’archetipo materno, individuato
dai colori della terra-madre, nonchè dalla postura tipica delle donne
che tengono in braccio il figlio e lo fissano incantate da un lato,
malinconicamente rassegnate dall’altro in quanto consapevoli del
destino di separazione. Donne, quelle del Di Tondo, che guardano la vita
scorrere davanti agli occhi, che vedono prendere forma i loro ricordi,
che passano in rassegna le loro esistenze scandite da una casa o da una
chiesa di paese. G. Barba |
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![]() L'ISOLA 2001 100x70 cm. acrilico e olio |
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